Matilde di Canossa
Ha un ruolo essenziale nella lotta per le Investiture (secoli XI-XII).
A lei è legata la fase più drammatica, quando l’imperatore Enrico IV scomunicato da Papa Gregorio VII, deve rassegnarsi a chiedere perdono rimanendo al freddo e al gelo per tre giorni davanti al castello di Canossa nel gennaio del 1077.
L’episodio, tra i più celebrati al mondo, vede protagonista una donna di 31 anni, orfana di padre, senza più famiglia: uccisi due fratelli, la madre morta, il primo marito, da cui divorzia, assassinato.
Matilde eredita un territorio enorme: dalla Pianura Padana alla Toscana al Lazio, dal Mar Tirreno all’Adriatico. Ha immense proprietà fondiarie, decine di castelli, percepisce enormi diritti e dispone di risorse economiche forse superiori a quelle dello stesso Papa e Imperatore.
È persona che sa essere autonoma, carismatica, di fascino e prestigio, profondamente attaccata agli ideali religiosi e molto devota al Papa e all’idea della riforma della Chiesa.
È sicuramente la più potente del Regno d’Italia, ma è anche ritenuta un intellettuale colta continuamente in viaggio ad amministrare i suoi possedimenti e ad esercitare la giustizia. Anche sul terreno sociale ed economico Matilde lascia segni innovativi: fa liberare gli schiavi, autorizza “le partecipanze” (oggi diremmo: “la terra a chi la lavora”).
Certamente è anche contraddittoria e ambiziosa: secondo alcuni faceva ombra allo stesso Imperatore. Amatissima dai suoi (a Canossa ha ospitato mezzo mondo) è accusata delle peggiori nefandezze dai suoi detrattori.
Unica donna laica ad avere l’onore di una sepoltura in San Pietro con tomba del Bernini, per secoli viene esaltata (Dante, Boccaccio, Petrarca, Ariosto, Machiavelli) o ferocemente denigrata soprattutto sul piano sessuale.
È anche combattente, pur aspirando a soluzioni pacifiche e di compromesso, sa leggere e scrivere in quattro lingue, cosa rara per l’epoca per una donna.
Ama circondarsi di chierici colti come Donizone, il quale ci lascerà una biografia, “Vita Mathildis”, con una miniatura ritenuta per secoli scandalosa: lei, in trono, con l’Imperatore in ginocchio ai suoi piedi.
Di carattere forte, decide in modo autonomo e difende i suoi principi anche dopo la morte di Gregorio VII. Aiuterà il giurista Irnerio a fondare quella che diventerà la prima università del mondo: Bologna nel 1088.
Per tutte queste qualità e scelte compiute e anche per andare spesso controcorrente nella sua vita privata, Matilde viene ritenuta da molti importanti storici contemporanei antesignana del movimento femminista.
Venire oggi nelle terre di Matilde, visitare, toccare con mano i suoi castelli, le pievi, abbazie, i borghi, ma anche incontrare la gente che vive qui, vedere la bellezza dei luoghi del suo Appennino, significa immergersi in forti emozioni e rivivere un passato glorioso per certi aspetti molto affine alla complicata vita di oggi. A Canossa e dintorni è ancora conservato e si sente forte lo spirito indomito e l’energia di Matilde: musa, amica e ispiratrice di tanti.
(Testo di Mario Bernabei, Centro Turistico Culturale Andare a Canossa)
